Si legge come un giallo, ma è un’opera di attenta e notevolissima filologia…

E’ finalmente uscita l’attesa “Edizione critica del Rapporto Tabarri”, il documento “centrale” sulla cui base per anni è stata ricostruita la storia della Resistenza in Romagna. Pubblichiamo in anteprima un estratto dalla Prefazione di Marcello Flores (direttore scientifico dell’INSMLI, massimo Istituto di ricerca storica sulla Resistenza in Italia) al saggio (di oltre 500 pagine) pubblicato dalla Fondazione Comandante Libero:

Edizione critica - copertina (2)Questo nuovo volume della Fondazione Riccardo Fedel-Comandante Libero s’inserisce in un lavoro di lungo periodo che, motivato dalla volontà di restituire la verità alle vicende (di vita e di morte) di un personaggio centrale ma a lungo rimosso nella storia della Romagna, ha scelto la strada della ricostruzione storica documentata, dell’analisi critica delle fonti, del dibattito storiografico aperto ma vincolato alla serietà e professionalità della ricerca.
Il volume che viene adesso pubblicato è sostanzialmente un’opera di attenta e notevolissima filologia applicata al documento centrale – il rapporto Tabarri – su cui per tantissimo tempo si è fondata ogni lettura e interpretazione della Resistenza in Romagna dal 1943 alla fine del 1944.
Al di là della precisa analisi condotta con acribia e intelligenza il lavoro di ricostruzione del rapporto Tabarri si legge a tratti come una sorta di romanzo d’avventure o di romanzo giallo: tanti, infatti, sono i documenti che vengono presi in esame o che emergono nel corso dell’indagine o che determinano alla fine la formulazione di una ipotesi che risulta convincente.
Il complesso e lungo lavoro per ripristinare la verità filologica del rapporto Tabarri ha avuto come risultato secondario – ma primario ai fini del compito prefissato – quello di (ri)trovare una documentazione aggiuntiva rispetto a quel testo finora unico, nel raccontare le vicende della Resistenza in terra di Romagna. Questa documentazione è quella che è stata rinvenuta presso il Fondo Cucchi, che si trova nelle carte dell’archivio dell’Irsifar (Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza) e che ha costituito la fase finale del lavoro compiuto da Nicola Fedel e Rita Piccoli.
Che questo libro esca nel 70° anniversario della liberazione della Romagna è un segno tangibile di come, ormai da tempo anche se non sempre in modo omogeneo, si sia abbandonata la retorica della celebrazione e si sia deciso di affrontare le vicende della Resistenza attraverso la strada della ricerca storica, dell’accumulo e messa a disposizione della documentazione, della trasmissione e divulgazione dei risultati acquisiti sia in forma di pubblicazione che di divulgazione presso il grande pubblico o di attività didattica presso gli studenti. In quest’ottica il presente lavoro non costituisce certo un punto d’arrivo definitivo, ma un momento di partenza – importante e qualificato – per una riappropriazione documentaria utile a ripensare complessivamente alcuni aspetti della storia della Resistenza in Romagna e permetterne quindi in futuro una nuova, più completa e più attendibile narrazione.
Di questo, in realtà, si avverte ormai la necessità anche a livello nazionale. (Marcello Flores, direttore scientifico dell’INSMLI)

Viva l’Italia, viva il Comandante Libero

Il Combattente è il blog ufficiale della Fondazione Riccardo Fedel Comandante Libero.

ONORE ALLA BRIGATA GARIBALDI ROMAGNOLA

I post sono incorporati anche nel sito www.comandantelibero.org

 

Da almeno 30 anni stiamo cercando di far aprire un serio dibattito storiografico e politico sulla vicenda del Comandante Libero: partigiano comunista ucciso da partigiani comunisti nella tarda primavera del 1944, per motivazioni e in circostanze mai del tutto chiarite.

Da antifascisti, da sostenitori dei valori della Resistenza, ci interessa che il “Caso Libero” possa essere liberamente affrontato e dibattuto in sede storiografica e politica, certi che la verità non potrà che portare lustro alla Resistenza e ai partigiani tutti, al netto degli errori che possono essere stati commessi, dai singoli o dalle organizzazioni.

In molti casi, abbiamo dovuto con rammarico constatare che alcuni ambienti della sinistra antifascista sono pervasi da un atteggiamento di ottusa ostilità verso qualunque tipo di confronto, nella assurda convinzione che i valori resistenziali sarebbero meglio tutelati dalla censura (e dalle liturgie) che dal libero confronto delle idee. Per fortuna, in altrettante circostanze, abbiamo potuto riscontrare apertura al dialogo e autentico interesse verso la ricerca storica. Ed è a queste persone che intendiamo rivolgerci, anzitutto.

 

Ti capiterà, se cerchi su Google il nome di Riccardo Fedel, di imbatterti in articoli (alcuni di apprezzamento, altri fortemente critici o addirittura apertamente diffamatori) scritti dalle persone più varie, spesso animatori o contributori di blog.

Ci è subito sembrata una interessante forma di dibattito, che non volevamo inquinare con le logiche della carta stampata (diritto di replica, richiesta di rettifiche, ecc.). D’altra parte, è evidente anche quanta confusione regni sulle tematiche di nostro interesse, E ci sembrava utile, quindi, provare a dare un contributo non estemporaneo.

Da qui l’idea di un blog ufficiale della Fondazione Comandante Libero, dove pubblicare commenti e notizie “di parte”, con trasparenza e apertura al dialogo. La testata l’abbiamo “rubata” a una delle pubblicazioni clandestine che i partigiani garibaldini diffondevano durante la Resistenza: IL COMBATTENTE