Quei manifesti che ricordano la Brigata Garibaldi Romagnola

Il Resto del Carlino - 3 giugno 2014

da Il Resto del Carlino – Forlì, 3 giugno 2014, p. 12 

IL COMANDANTE partigiano Libero è tornato in Romagna. Sono apparsi infatti in 24 comuni dal ravennate al forlivese grandi manifesti con l’immagine di Riccardo Fedel ‘Libero’, il primo comandante partigiano in Romagna con la scritta “W L’italia, l’Italia liberata…” e un succinto testo: «Onore alla Brigata Garibaldi Romagnola. Tra le prime e meglio organizzate formazioni partigiane d’Italia, attiva fin dall’autunno 1943, arrivò a contare quasi mille uomini prima dei grandi rastrellamenti dell’aprile 1944». La gente, incuriosita a Santa Sofia come negli altri comuni, si ferma a leggere e in tanti non capiscono, altri annuiscono, qualcuno s’informa.

IL SENSO dell’iniziativa viene spiegato da Giorgio e Nicola Fedel della Fondazione Riccardo Fedel-Comandante Libero, rispettivamente figlio e nipote del comandante ucciso da altri partigiani per motivazioni e in circostanze mai del tutto chiarite. Il suo corpo non è stato ritrovato. In occasione del 2 giugno, festa della Repubblica nata dalla resistenza — precisano — ci è parsa una buona idea commemorare nelle terre di Romagna la prima e meglio organizzata formazione partigiana di Italia: la Brigata Garibaldi Romagnola, caduta, come Libero, in un buco nero della storiografia che vogliamo contribuire a illuminare con l’invito a sostenere la libera ricerca storica».

I DUE Fedel specificano: «Dopo 70 anni lo spazio del dibattito e della ricerca storica sulla resistenza è di fatto appannaggio dell’Anpi e degli istituti storici da essa influenzati». A dar man forte alla tesi di un libero confronto storiografico c’è il ricercatore forlivese Ennio Bonali, che dal 1974 studia la tragica vicenda di Libero. «Avanzo — dice — alcune proposte: un bel convegno che metta insieme in una chiave di lettura aggiornata tutti i prodotti della ricerca più recente, che sono tanti a partire dall’archivio Cucchi; all’Anpi, la richiesta di inserire Riccardo Fedel nel proprio albo d’oro dei caduti per la libertà; alle istituzioni, promuovere il conferimento di un’onorificenza alla sua memoria. Perché tanto accanimento contro quest’uomo, antifascista e comunista, e la sua immagine?».

di Oscar Bandini

Viva l'Italia, l'Italia liberata...

Manifesti apparsi in Romagna in occasione del 2 giugno 2014

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